Un mare di parole
<<Di fronte al mare la felicità è un’idea semplice>> o per lo meno così scrive Jean-Claude Izzo nel suo romanzo ‘Il cuore di Marsiglia’.
Eppure per il nostro mare non c’è pace e l’Europa è pronta ad intervenire per rimediare allo stato dei fatti.
Siamo ancora a metà 2024 e l’ultimo aggiornamento dell’ANSA riporta al mese di aprile già 167 morti e 324 dispersi nelle acque del Mediterraneo.
Secondo i rapporti dell’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) l’Europa riversa in mare mediamente ogni anno tra le 150 e le 500 tonnellate di macroplastiche e tra le 70 e le 130 di microplastiche.
Infine l’abuso della pesca intensiva annienta la fauna marina e arreca gravi danni ai nostri
fondali.
La cosa peggiore è che tutto ciò non fa più notizia.
Ed è forse anche per questo che negli ultimi provvedimenti del Parlamento europeo vi è un’attenzione nuova alla tutela dei mari, alla biodiversità, alla salvaguardia della vita delle persone.
Ad aprile 2024, gli eurodeputati hanno approvato il nuovo patto su migrazione e asilo.
Il regolamento prevede ora la solidarietà obbligatoria verso i Paesi dell’UE riconosciuti come sotto pressione migratoria.
Gli Stati membri saranno chiamati a scegliere tra ricollocare i richiedenti asilo nel proprio territorio, erogare contributi finanziari o fornire un supporto operativo nella gestione dei flussi obbligatori.
Al Paese ospitante è invece richiesta una maggiore efficienza nell’identificazione dei migranti, non facendo mancare un'assistenza medica immediata. Lo stato membro dovrà poi garantire che gli standard di accoglienza dei richiedenti asilo, ad esempio per alloggi,istruzione e sanità, siano gli stessi in tutta l’UE.
Tutto ciò avviene con un attento sguardo al tema della sicurezza.
Le nuove norme affronteranno anche il tema della strumentalizzazione dei migranti. Tale fenomeno consiste nello sfruttamento del migrante da parte di paesi terzi o attori non statali con l'obiettivo di destabilizzare l’UE.
Le persone che non soddisfano i requisiti per entrare nell'UE saranno soggette a un accertamento preliminare della durata massima di sette giorni e comprensivo di identificazione, controlli sanitari e di sicurezza. Gli Stati membri dovranno istituire meccanismi di controllo indipendenti per garantire il rispetto dei diritti fondamentali.
La sfida sul campo ambientale è invece partita quasi un anno prima.
Il 21 febbraio 2023 la Commissione europea ha presentato un Piano d'azione per proteggere e ripristinare gli ecosistemi marini per una pesca sostenibile e resiliente nell'ambito di un pacchetto di misure volte a migliorare la sostenibilità del settore della pesca e dell'acquacoltura.
Il Piano ha l'obiettivo, previsto dal nuovo quadro globale in materia di biodiversità e dalla strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030, di proteggere il 30% dei mari dell'UE creando nuove aree marine protette, gestendo più efficacemente quelle esistenti, rendendo le attività di pesca più sostenibili.
Sapranno i nuovi europarlamentari dar seguito e concretizzare gli obiettivi posti dai colleghi predecessori?
Un fattore importante dipenderà da noi cittadini europei.
L’UE ha deciso di approcciarsi a queste delicate tematiche con un atteggiamento solidale, all’insegna della collaborazione tra Stati e del rispetto reciproco tra essere umani.
Motore di questo meccanismo saranno allora le azioni di noi cittadini, chiamati a riscoprire un sentimento di umanità e responsabilità, affinché questo mare di parole torni ad essere un’idea semplice.
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